Secondo incontro : "In Cammino con la Laudato si’: 6 tappe per Conoscere, Capire, Cambiare, Trasformare!"

Il percorso proposto dalla nostra Comunità Laudato si’ Castelli Romani nella Diocesi di Albano continua, e mercoledì sera, presso la Parrocchia di Cancelliera, si è affrontato il secondo tema: l'economia come strumento di giustizia.


Dopo un inquadramento della portata rivoluzionaria dell’enciclica, del suo metodo (vedere-giudicare-agire) e del suo cuore, l’ecologia integrale, è stato il momento per una riflessione sull’attuale sistema economico, un sistema che marginalizza ed esclude, in cui imperano la cultura dello scarto e dell’usa e getta e in cui il nostro stile di vita diventa sempre più insostenibile sia per le persone che per l’ambiente.

Se etimologicamente il termine economia rimanda alla organizzazione della “casa”, prendersi cura di questa dimensione significa prendersi cura del nostro ambiente di vita con tutte le sue implicazioni pratiche le quali interpellano una responsabilità crescente espressa con i nostri acquisti attraverso cui avalliamo o prendiamo le distanze da politiche e sistemi di produzione che, con le loro strategie, alimentano il grido della terra e il grido dei poveri.

La costruzione di un’economia diversa è possibile, urgente e doverosa: un’economia cioè, a servizio dell’uomo, basata su principi etici capaci di garantire equità e giustizia.

Acquisire una consapevolezza totalmente differente, comprendendo la forza che ognuno di noi possiede nel poter imprimere una svolta concreta a questo sistema è stata l’oggetto del dialogo volto a cercare una risposta comune alle domande che tutti ci poniamo: che cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo? Serve davvero il mio impegno quando la maggior parte delle persone sembra agire seguendo altri parametri?

Ci vengono incontro al riguardo le parole di papa Francesco che nell’enciclica Laudato si’ afferma: «Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione. È un fatto che, quando le abitudini sociali intaccano i profitti delle imprese, queste si vedono spinte a produrre in un altro modo. Questo ci ricorda la responsabilità sociale dei consumatori. Acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico» (206).

Da questi presupposti si sono voluti approfondire due ambiti che coinvolgono la vita quotidiana di tutte le persone: il mondo dell’abbigliamento e quello dei supermercati.

Il fenomeno della cosiddetta Fast Fashion, la crescente produzione di vestiti a basso costo, di bassa qualità e che sottopaga chi li produce e rappresenta la seconda industria più inquinante al mondo dopo quella petrolifera per il consumo di risorse naturali e la produzione di co2.  Il mondo della spesa poi, caratterizzato da sconti al ribasso che illudono dell’affare facendo dimenticare che dietro ogni prodotto c’è un’intera filiera da conoscere e tutelare per garantire il giusto prezzo a chi produce e il rispetto dei lavoratori e dell’ambiente.

Le alternative esistono, esiste un’economia a misura di uomo e di pianeta che interpella la responsabilità di ognuno ad operare scelte coerenti per una umanizzazione integrale dei rapporti sociali, economici e politici.

Dialogare sull’importanza della trasformazione dei nostri stili di vita ha ricondotto infine ad una visione che reintegra il concetto di sobrietà, elemento caratterizzante la vita spirituale di ogni uomo come ci ricorda ancora l’enciclica quando sottolinea che «La sobrietà, vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante… È un ritorno alla semplicità che ci permette di fermarci a gustare le piccole cose, di ringraziare delle possibilità che offre la vita senza attaccarci a ciò che abbiamo né rattristarci per ciò che non possediamo. Questo richiede di evitare la dinamica del dominio e della mera accumulazione di piaceri» (LS 222.223).

Il prossimo incontro vedrà quindi impegnati i partecipanti ad una giornata di “spesa consapevole” in cui insieme, al supermercato, si analizzeranno le etichette, le caratteristiche e le politiche di alcune aziende e di alcuni prodotti per calare quanto condiviso, nella concretezza del più quotidiano dei gesti: fare la spesa. 

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